zia Lizzò ~ la leonessa sul comò (lisachanoando) wrote,
zia Lizzò ~ la leonessa sul comò
lisachanoando

[Italian Post] Decalogo Deontologico Del Buon Ficwriter

(Only in Italian, 'cause I don't really think English fandom needs it.)

DECALOGO DEONTOLOGICO DEL BUON FICWRITER

1. Niente è necessario. Qualsiasi parte delle vostre fanfiction può essere sacrificata se è oggettivamente brutta, non importa quanto importante possa sembrarvi ai cosiddetti “fini della trama”; per quanto impellenti possano essere le esigenze narrative di una fic, nessuna storia ha necessariamente bisogno di una brutta scena.

Corollario n°1. Nessuna fic è necessaria. Quindi non approcciatevi alla scrittura come se steste scrivendo l’ottava meraviglia del mondo, senza la quale il fandom non potrà andare avanti e per la quale tutti vi venereranno come foste Dio sceso in terra. Quasi certamente non è così.

Corollario n°2. Nessun ficwriter è necessario. Quindi non pensate che, nel momento esatto in cui smetterete di scrivere, il fandom si metterà le mani ai capelli e non saprà più da che parte girarsi. Molto probabilmente, non appena vi farete da parte, altri prenderanno le redini di ciò che resta. E se così non sarà, vuol dire che non interessava davvero a nessuno – fatevene una ragione.

2. I lettori non hanno doveri. Non scrivete aspettandovi un commento e non deprimetevi se, una volta postata la vostra fic, nessuno sembra cagarla perché non arrivano recensioni. Fra i milioni di motivi per i quali chi vi ha letto non ha ritenuto opportuno commentarvi, ce ne sono almeno un paio che vi faranno ringraziare di non aver ricevuto una recensione, piuttosto che una sequela di insulti.

Corollario. Nemmeno voi avete doveri. E mandate a quel paese chiunque cerchi di orientarvi verso una scelta di fandom piuttosto che un’altra. Scrivete solo di ciò che vi stuzzica, quando vi stuzzica e nell’esatta misura in cui vi stuzzica. Le voglie dei lettori hanno sempre un’importanza di gran lunga minore rispetto alle vostre.

3. Plagiare è sbagliato. Ma soprattutto ridicolo e stupido.

4. Scrivete solo se siete ispirati. Se vi capita di “aver voglia di scrivere senza sapere cosa scrivere”, è probabile che non abbiate davvero voglia e vi stiate solo annoiando, cercando disperatamente qualcosa da fare. Provate con il decoupage.

Corollario. Se non avete idee, non chiedetene agli altri. Porre la drammatica domanda “mi dai un’idea?” è sciocco, oltre che poco furbo. Tanto per cominciare, sarebbe carino che scriveste di qualcosa solo nel momento in cui la sentite vostra, e visto che siamo sei miliardi di persone tutte diverse al mondo è difficile che le idee di qualcun altro possano in qualche modo essere così perfette per voi da “calzarvi” senza stonare. Inoltre: se qualcuno ha un’idea che ha coltivato abbastanza da essere in grado di parlarne tanto approfonditamente da ispirarvi, vuol dire che è un’idea buona. Non c’è nessun motivo per il quale dovrebbe darla a voi, perciò lasciate perdere.

5. La grammatica è importante, ma nessuno vi ucciderà se ogni tanto saltate un’h o un accento. Perciò non rivedete le vostre fanfiction dalle dieci alle quindici volte di media alla caccia del più minuscolo degli errori perdendoci svariate ore di sonno, e non biasimate i vostri beta reader se, presi dalla storia, hanno mancato di farvi notare qualche imperfezione. Se la vostra storia è bella, lo sarà con o senza quella dannata h o quel dannato accento.

Corollario n°1 (per il recensore). A nessun autore interessa una recensione con l’elenco dei suoi errori grammaticali. Se c’è una singola imperfezione, o ce ne sono un paio, e proprio non potete fare a meno di farle notare, accomodatevi pure, ma se la vostra intenzione è compilare un lungo e pedante elenco di tutti gli errori sintattici/grammaticali/ortografici riscontrati durante la lettura, lasciate pure perdere: l’autore arriverà (forse) a metà e subito dopo, stanco, vi ignorerà del tutto.

Corollario n°2. Nonostante ciò, betareading è bello. C’è differenza fra il postare una storia con qualche imperfezione ed il postarne una all’interno della quale unendo con una matita tutti gli errori grammaticali viene fuori il disegno di un fachiro che incanta un serpente seduto a gambe incrociate su un tappeto di chiodi. Siate attenti e sottoponete la storia ad un pre-lettore, prima di postarla, e saremo tutti più felici.

6. Le scene di sesso sono una possibilità, non un obbligo. Per cui, se non siete proprio sicuri che in una determinata storia stia bene una scena di sesso, è probabile che il vostro istinto stia cercando di dirvi qualcosa. Evitate di ficcare a forza nelle storie quante più scene di sesso riuscite ad immaginare, il risultato potrebbe non essere dei più piacevoli.

Corollario n°1. Se l’idea di una scena di sesso in un punto vi piace, ma non riuscite a scriverla in modo soddisfacente, non insistete. È probabile che non vi vada di scriverla. O che stiate sbagliando e in quel preciso momento della storia una scena di sesso stia bene come i cavoli a merenda.

Corollario n°2. Informarsi è bene, ma non state scrivendo il bignamino della scopata perfetta. Siamo tutti felici se le vostre scene di sesso sono realistiche ed anatomicamente corrette, ma ricordatevi che state scrivendo una storia, non un opuscolo informativo, perciò nessuno si sconvolgerà se, per esempio, dimenticate di fare indossare il preservativo al vostro personaggio, o saltate la lunga trafila della manipolazione anale per passare direttamente alla penetrazione. È fantasia. Al più, ponete in calce alla storia un “non provateci a casa”, e scrivete comunque il cavolo che vi pare.

7. Ascoltate i vostri personaggi. È probabile che abbiano da dire cose molto più interessanti di quelle che state provando a raccontare voi.

Corollario n°1. I vostri personaggi sono esseri umani. Ricordatevelo, prima di farli agire come scimmie ammaestrate con seri problemi cerebrali.

Corollario n°2. Non basta dire che un personaggio è *inserire aggettivo a scelta* perché quel personaggio lo sia davvero. Curate la caratterizzazione dei vostri personaggi, e non descriveteli (quello si fa nei temi delle elementari): raccontateli.

Corollario n°3. Il mondo non è composto da buoni e cattivi. Lasciate i pazzi psicotici ai Mecha anime degli anni ’70.

8. Le scelte narrative non vanno giustificate. Se ritenete che sia più opportuno raccontare qualcosa in un determinato modo piuttosto che in un altro, sicuramente avrete le vostre ragioni che non hanno alcun bisogno di essere esplicate in alcun modo che non sia la narrazione stessa. Non sprecate paginate e paginate di note finali per far capire al lettore per quale motivo abbiate raccontato un fatto in un modo specifico: se non l’ha capito, evidentemente è scemo, o avete sbagliato metodo voi. In entrambi i casi, andrà meglio la prossima volta.

9. Non sforzatevi di essere universalmente comprensibili. Le fanfiction sono notoriamente storie scritte dai fan per i fan, motivo per cui se un lettore apre una determinata fic lo fa già consapevole di trovare un determinato universo, una determinata situazione, dei determinati personaggi. Non perdete tempo a raccontare all’interno della narrazione fatti notori a chiunque segua la serie di riferimento, nella speranza che qualcuno esterno al fandom possa leggere la vostra storia: in genere non accade, e se accade sarà premura del lettore informarsi per non sentirsi perso di fronte ai misteri di un mondo che non è vostro dovere delineare.

Corollario. Però almeno parlate la lingua dei vostri lettori. Ovvero: se state scrivendo in italiano, per un pubblico di lettori italiani, a meno che non abbiate delle specifiche ragioni per non farlo (esempio: due dei vostri personaggi parlano contemporaneamente in inglese e in tedesco e non si capiscono, e volete mostrarlo nel modo più immediato possibile usando le loro lingue di appartenenza), continuate a scrivere in italiano fino alla fine, e cercate comunque di mantenere al minimo indispensabile i cambi di lingua.

10. Tutto è lecito e di tutto si può parlare. E non badate a nessuno che cerchi di darvi a bere il contrario. È il vostro mondo, e qualsiasi storia vogliate raccontare dovete sentirvi liberi di raccontarla esattamente come si presenta nella vostra mente, libera da barriere morali ed etiche di alcun tipo, priva perfino di realismo, se così dev’essere. Non c’è un limite a ciò che potete dire scrivendo. La pagina bianca è l’unico universo in cui tutto può accadere senza che nessuno si faccia del male sul serio, sfruttate questa possibilità. E divertitevi.

Tags: my wisdom lemme show you it
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