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lisachan
08 November 2007 @ 08:22 pm

Non sono qui per parlar male dei Radiohead. O meglio, non è questo lo scopo principale di questo post. Immagino che più o meno tutti quanti voi che mi conoscete sappiate a che livelli arrivi la mia antipatia per il gruppo dell'Oxfordshire, la cui musica ritengo fredda e noiosa, e nei confronti del leader, Thom Yorke, che invece ritengo un omuncolo borioso, arrogante e del tutto privo di talento. *annuisce con convinzione* (Non me ne vogliano i fan, io sono costretta a subire affermazioni del tipo Brian Molko è una checca isterica e i Placebo non sanno suonare, Matthew Bellamy ha una voce fastidiosa e i Muse fanno schifo, I Dream Theater sono degli arroganti dediti solo al tecnicismo, Gli U2 sono dei criminali e Bono Vox è feccia, Bill Kaulitz è frocio ed emo perché si trucca e suo fratello è brutto e i Tokio Hotel sono quanto di peggio l'industria musicale potesse produrre. Perdonatemi se non mostro pietà per gli altri, ma sono troppo impegnata a prendermi cura dei miei).

Dicevo, non voglio parlar male dei Radiohead, o meglio, non voglio sfotterli. Voglio però parlare di ciò che è successo col loro ultimo album, perché è un argomento che secondo me merita di essere discusso, e siccome più passa il tempo più mi convinco che io avrei dovuto mettermi a lavorare per una rivista musicale, altro che psicologia, mi pare giusto dire la mia :D *cerca giustificazioni inutili*

Ciò che è successo potete leggerlo qua. Se, per motivi più che comprensibili, vi secca aprire il link alle news di MTV, riassumerò io in poche parole. Il mese scorso (o all'inizio di questo mese, al momento non ricordo) i Radiohead hanno pubblicato il loro nuovo album, In Rainbows. Prima ancora di sentirne qualche estratto, l'intera critica musicale è andata in visibilio per via dell'idea effettivamente innovativa di Yorke e soci: vendere l'album solo attraverso internet, senza "pubblicarlo" sotto forma di CD musicale, e lasciando gli utenti liberi di pagare quanto desiderassero per il download. Volendo, si sarebbe potuto scaricare gratis come pagare trenta o quaranta sterline. A discrezione dell'ascoltatore (e sperando nel suo buon cuore, aggiungo io).

Sembrava una cosa molto figa. In effetti lo era. Come idea è parecchio originale, c'è da dire, e potrebbe tipo essere il commercio del nuovo millennio. Più che una pay per view si tratta di un qualcosa di ancora più figo: una pay per what you like. Ammetterete anche voi, perfino se odiate di Radiohead, che è un'idea stupenda. Una cosa in grado di farti innamorare della persona che l'ha partorita.

Ora. I primi dati di vendita sono di quelli che scoraggerebbero anche il produttore più avvenieristico ad avventurarsi lungo la stessa strada: citando dal sito di MTV, "stando all'analisi di una compagnia di report americana, oltre il 62% delle persone che hanno scaricato l'album lo avrebbero pagato 0 centesimi. Del 38% delle persone che hanno pagato, invece, la maggior parte avrebbe versato meno di 2 sterline (3 euro circa). Soltanto il 4% avrebbe invece pagato più di 10 euro".

Con cos'è che non ha fatto i conti la EMI (che, se non sbaglio, dovrebbe essere la major per la quale i Radiohead attualmente lavorano) quando ha autorizzato una cosa del genere?

Presto detto. Ai ragazzi (ai quali chiaramente l'offerta era rivolta) pagare per la musica non va più giù.

Ora, in quanto facente parte della fazione di chi crede fermamente che per la musica oggi si paga troppo, non voglio fare paternali a nessuno. Mi limito ad osservare una cosa molto triste, ovverosia che oggi come oggi non si paga per la musica nemmeno se il prezzo lo stabiliamo noi. Quel 62% che non ha pagato neanche un centesimo, ha odiato il nuovo album dei Radiohead al punto da decidere consciamente che quel centesimo non se lo valeva, oppure molto più semplicemente ha visto nel non pagare un modo furbo per ottenere qualcosa che gli piaceva?

Ora, a me i Radiohead non piacciono. Non pagherei neanche un centesimo per ascoltare la loro musica e, allo stato attuale dei fatti, in effetti non la ascolterei neanche se pagassero me, ed infatti non ho ascoltato l'ultimo album. Ma l'idea era grandiosa. Se fosse andata non dico bene ma almeno decentemente, probabilmente anche altre etichette ci avrebbero pensato. Magari uno dei gruppi che mi piacciono. E per un gruppo che mi piace, io pagherei il prezzo che ritengo giusto. Lo farei, anche se scarico musica e, pur non vantandomene particolarmente, di certo non me ne pento né me ne vergogno. Se i Muse mettessero domani sul sito qualcosa come quella che hanno messo su i Radiohead, per loro pagherei.

Mi irrita sapere che questo non accadrà mai perché i fan dei Radiohead sono dei cazzoni, ecco O_____O *giusta sdrammatizzazione* *ah, sì?*

Ciò detto: HAHA, THOM, HAHA :DDDDDD

{Nota a margine: ho scoperto oggi che Follow The Cops Back Home, una delle canzoni che preferisco dell'ultimo album dei Placebo, è uscita in versione ristretta (come il caffé O.o) come singolo per gli USA. Ne hanno fatto pure un video *sisi* Siccome l'ho visto e m'è piaciuto, e la canzone comunque merita :D, toh.

Nota a margine n°2: Un buuuuuuh grande come la piattaforma della batteria di Dom e lungo come Stef agli utenti del forum dell'EFP che ancora rompono le palle (principalmente qui, ma anche prima e anche dopo) facendo battute di pessimo gusto sui Tokio Hotel e i gemelli Kaulitz. Potreeeeeei dirvi che le vostre argomentazioni sono stronzate che lasciano il tempo che trovano, che non fate ridere neanche quei microcefali dei vostri simili e che quando parlate di "annullamento della personalità" dovreste almeno avere il buon gusto di informarvi rispetto a ciò che state dicendo, invece di permanere nel vostro fangoso laghetto dell'ignoranza perché è molto più comodo e semplice dare aria alla bocca per dire cose prive di senso che non sforzarsi di generare un pensiero coerente e intellettualmente stimolante, ma! non lo farò :D E mi limiterò a dirvi che siete dei cazzoni. Così, senza spiegare i motivi. Questo linguaggio dovreste capirlo anche voi :D

Aaaaand that's all è_é}

 
 
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